Uniti a Gesù nel passaggio all’altra vita

A settembre ho compiuto un viaggio in treno da Torino verso la Puglia per pregare nel noto santuario di San Giovanni Rotondo. Mai avrei immaginato di incontrare, in quel luogo, un mio amico d’infanzia che vive in Campania.

Come si fa in queste occasioni, dopo la sorpresa iniziale, gli abbracci e la gioia dell’incontro inaspettato, ci siamo raccontati la nostra vita con riferimenti al passato vissuto insieme.

Ad un certo punto Renzo mi dice: “Sai, ora mi sto preparando alla morte”.

Lo interrompo: “ Alla morte? Lo so che siamo senior, ma cosa vuoi dire, come si fa? Voglio prepararmi anch’io”.

Ecco il racconto di Renzo.

Vivo l’attesa semplicemente facendo del bene. Sono in pace con me stesso. Mi sento fortunato. Ho avuto tutto. Famiglia, figli, affetti, lavoro, pensione…

Ringrazio il Signore e vado avanti. Ho cominciato a donare un po’ del mio tempo alle persone che conosco. In che modo? Mi attivo nelle cose che so fare, mettendoci un po’ d’amore e con la gioia nel cuore. Piccoli gesti, piccole gentilezze. Saluto tutti, mi offro per un aiuto, ascolto, m’interesso e sono premuroso con chi mi vive accanto. Visito gli ammalati, gli anziani, chi è solo. A loro regalo i prodotti del mio orto.  Per loro ci sono sempre quando mi chiamano per piccoli lavori di manutenzione e riparazione.

Ho aperto buone relazioni con tutti.

Ci sono nei loro momenti importanti. Mi congratulo con le coppie che attendono una nascita, con i fidanzati che guardano al matrimonio, con chi è diventato nonno, chi ha trovato un lavoro…

Do il mio conforto alle persone che vivono nella sofferenza e hanno una pena nel cuore.

Ci sosteniamo reciprocamente. Vivo in empatia, mi sembra d’essere più completo di una volta. Mi accorgo di creare festanei momenti ordinari del quotidiano quando chiamo per nome le persone e le saluto calorosamente: “Cosa posso fare per te? Mi sei mancato. Ti voglio bene…”

Per ultimo. Sono entusiasta del Creato, sto imparando ad amare la natura, prima contemplavo raramente il cielo, eppure è stato sempre lì. E’veramente bello, che meraviglia! Guardo le stelle a lungo, come fa un bambino, mi ci perdo dentro.

La bellezza dilata la mia anima e mi unisce a persone e cose.

Ti racconto ancora una cosa. Sono contento di non essere perfetto, per tanti anni mi sono sforzato di indossare l’abito della perfezione per apparire bravo in tutto, ricevendo in cambio tanto stress in occasione d’immancabili errori. Ora la fragilità e il limite non mi preoccupano più di tanto, anzi mi riempiono di fiducia e forza.

Che bel momento sto vivendo!

Sto imparando ad essere me stesso. E’ finito il tempo in cui sacrificavo al conformismo tanti miei sogni. Sento che valgo di più. Faccio le cose che solo io posso fare, è la mia missione sulla terra.

Vivo bene l’attesa, sono curioso del dopo. La fede nel Giovane di Nazareth mi unisce con l’oltre, sento che mi salverà.