…Second life?!…

Second Life, dice Wikipedia, è un mondo virtuale elettronico digitale online lanciato il 23 giugno 2003 dalla società americana Linden Lab a seguito di un’idea del fondatore di quest’ultima, il fisico Philip Rosedale.

Strano come esordio penserete ma credetemi, questo periodo di graduale ripresa della “normalità”, poiché ancora ricco di digitale, ci impone una più attenta riflessione rispetto a chi stiamo diventando. Perché se in precedenza finivi lezione ed avevi mezz’ora per ingurgitare un pasto prima dell’inizio delle riunioni pomeridiane, oggi quella mezz’ora (se basta) è diventata il tempo a tua disposizione per catapultarti a casa e connetterti da remoto, piuttosto che sceglierti un ambiente sufficientemente isolato ed adeguatamente consono all’interno della Scuola per seguire in presenza, a distanza.

Non ho più il dubbio di aver dimenticato di esprimere un concetto come avrei voluto, perché la mia mente ora è attanagliata da pensieri gestionali: disinfettare tutto ciò che ho utilizzato per fare lezione, controllare che i ragazzi rispettino il foglio firme se chiedono di uscire dalla classe per qualche minuto per indubbie necessità, supervisionare al meglio anche quei secondi che intercorrono nei cambi d’ora, controllare che l’intervallo avvenga in classe, etc…

Non c’è un protocollo universalmente valido (Kant non me ne voglia) per gestire questo periodo ancora così pandemico, ma in compenso si verifica un acuirsi delle misure restrittive giuste e sacrosante che vengono rese obbligatorie istituzionalizzandole. Ricorderemo a tal proposito il tema SCUOLA-MASCHERINE che io ridefinirei: “Non solo a SCUOLA servono le MASCHERINE!”.

È stato necessario un provvedimento regionale per imporre questa normalità e così si è permesso che un atto educato al quale forse sarebbe stato necessario farne precedere uno educativo, divenisse misura imposta.

Il digitale più che il vivere sociale, l’individualismo più che la collettività, forse ci stanno rendendo distanti ma da un vivere comune che miri, citando l’ultimo testo enciclico di Papa Francesco, a sentirci davvero “Fratres omnes”. Ve ne consiglio caldamente la lettura, un prontuario di cura ai nostri tempi.