Santi

Il primo Novembre, festa di Ognissanti, è un giorno ormai svuotato del suo significato e sostituito dalla veglia di Halloween.

L’importanza di rivolgersi ai santi non è dettata solo da un atto devozionale, ma è un atto di fede: la certezza che chi cammina qui sulla terra, cammina con i santi che sono in Cielo.

È una realtà a cui pensiamo poco, perché cogliere l’invisibile significa oltrepassare l’inganno del visibile, di quello che si vede e si tocca. Noi siamo abituati a vivere una vita fatta di sensazioni immediate e, se qualcuno ci ricorda la nostra comunione con gli angeli, con i santi o con la Vergine Maria, come minimo sorridiamo.

In realtà, la vita vera è quella che viene dai santi. I veri viventi sono loro.

Gesù, parlando con i suoi avversari, diceva che Dio è il Dio dei viventi, perché è il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, che sono in Paradiso; è il Dio dei viventi, non tanto per la nostra vita, quanto per quei viventi che sono in Paradiso.

Dio ama vederci insieme: le creature del Cielo e quelle che ancora sono sulla Terra.

Dietrich Bonhoeffer, pastore protestante morto nell’ultimo periodo della II Guerra mondiale, diceva che uno dei motivi per cui i cristiani devono ringraziare il Signore è l’occasione in cui Lui può raccoglierci insieme, perché nel mondo è difficile respirare lo spirito della preghiera, lo spirito della fede.

È sempre un dono grandissimo per i cristiani quello di potersi raccogliere in comunione.

Bonhoeffer, che aveva fatto l’esperienza degli anni bui della guerra, dove bisognava resistere a tutta la prepotenza del nazismo, capiva quanto fosse difficile ritrovare un clima di pace, di amore, di fede.

Il Signore ci raccoglie, come ha fatto con i primi discepoli. È nella pedagogia del Vangelo, nella volontà di Gesù che, se qualcuno dice il suo sì a Dio, inevitabilmente si trova in comunità, nella Chiesa.

Gesù stesso ha raccolto i suoi primi discepoli chiamandoli da estrazioni ed esperienze diverse e li ha fatti diventare una comunità con un’opera di formazione.

Noi pensiamo che la formazione consista nello studiare bene un libro, una dottrina, istruirsi, invece formazione significa prendere una forma.

Formazione cristiana significa prendere la forma di Cristo, stando con Cristo e vivendo con lui e chi, meglio dei santi, può aiutarci a conformarci a lui?

Il giorno di Ognissanti è proprio dedicato all’incontro con coloro che sono già stati formati, il giorno dedicato alla nostra comunione con loro e con Cristo.

Il giorno in cui attingiamo la forza e l’intercessione per giungere, con loro, alla vita piena.

È un giorno escatologico, nel quale si anticipa il compimento della comunità cristiana: Cielo e Terra si incontrano.

Ed è davvero triste e  deludente sprecarlo festeggiando diavoli e streghe.