SANT’ANTONIO ABATE

Il 2020 si è concluso obbligandoci a rimanere chiusi in casa fino alla fine e a comprendere e sperimentare cosa sia l’isolamento e la separazione da amici e persone care, ma forse non sempre abbiamo sfruttato al meglio questo tempo ritrovato.

Molto tempo fa, nel III secolo d. C, un uomo sceglieva e iniziava una vita di isolamento totale per potersi riavvicinare a Cristo.

Nato a Come nel cuore dell’Egitto, a vent’anni, Antonio aveva abbandonato ogni cosa per seguire alla lettera le parole di Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va, vendi ciò che hai …”. Si rifugiò dapprima in un luogo deserto e inospitale tra antiche tombe abbandonate, poi scese sulle rive del Mar Rosso, dove condusse una vita eremitica per ottant’anni e, pur non avendo lasciato alcuna regola di vita monastica o incoraggiato altri a seguirlo nel deserto, esercitò un grande influsso sui suoi conterranei e poi su tutta la Chiesa, diventando il monaco più illustre dei primi secoli.

Il richiamo di questa sua straordinaria esperienza spirituale si diffuse così rapidamente che, da tutto l’Oriente, monaci, pellegrini, sacerdoti, vescovi, malati venivano a lui per ricevere consigli e conforto. Lo stesso Costantino e i suoi figli si mantennero in contatto con lui.

Pur preferendo la solitudine e il silenzio, Antonio non si sottrasse ai suoi obblighi di cristiano per offrire agli altri i doni che Dio aveva donato alla sua anima: si recò ad Alessandria per infondere coraggio ai cristiani perseguitati e, su invito di S. Atanasio, ad esortare i cristiani a mantenersi fedeli alla dottrina di Nicea.

Era stato proprio il vescovo Atanasio, che di Antonio era diventato amico e discepolo nel suo periodo di esilio, a scrivere la sua biografia, senza trascurare alcun particolare che potesse illuminare la personalità, le abitudini, il carattere e il pensiero di questo santo monaco.

Non è possibile parlare di Antonio senza accennare anche alle tentazioni che turbarono la sua solitudine. Sant’Antonio fu infatti bersaglio di moltissime tentazioni del diavolo che gli appariva sotto forme angeliche, umane e bestiali.

Pur nella sua figura austera, è stato un santo umanissimo, anche venerato come protettore degli animali domestici, ruolo che lo rende molto polare e amato, tanto che spesso viene rappresentato nei dipinti vicino ad animali.

Antonio, nato nel 250, raggiungerà il suo Signore nel 356, ultracentenario. È ricordato il 17 gennaio.

La sua vita è stata molto ricca di fatti e insegnamenti e leggerne qualche pagina può esserci utile per comprendere e sfruttare meglio i periodi di isolamento forzato.