…Ridiamo!

Nei contributi precedenti avrete avuto modo di notare la mia spiccata passione nei confronti dell’etimologia delle parole. La Bibbia, nel prologo giovanneo, ci insegna come la Parola generi; l’esperienza quotidiana ne dà una prova tangibile.

“Domani andremo a mangiare un buon gelato insieme!” non è una semplice esclamazione poiché il messaggio che porta in sé genera, a titolo esemplificativo, aspettative. C’è già come un sapore pre-gustato nell’ascoltare quanto riportato, ma soprattutto quella Bellezza insita nell’Attesa.

Qualora si dovesse venire meno all’appuntamento e quindi alla promessa, questo creerebbe subito tristezza, de-lusione, risentimento. Temo (e lo dico anche provocatoriamente) che buona parte dell’attuale generazione adolescente viva esattamente in quel vuoto che intercorre tra la Promessa di cui sopra, intesa come generatrice di Bellezza e quindi la mancata conoscenza di quanto ne consegue.

Bisognerebbe, volendo semplificare, non esclusivamente “Trovare un Senso” come canterebbe il buon Vasco, ma Dare il Senso/i a questa Vita. Antonio Gramsci affermava: “Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”.

Si rischierebbe di finire con l’essere eccessivamente apocalittici qualora ci si fermasse al constatare senza proporre. Guardiamo allora a chi e a ciò che ci circonda ma prima ancora è dentro di noi; ascoltiamo quelle voci silenziate o sussurranti di noi; gustiamo la bellezza dell’attimo, di quell’istante che è fautore di cambiamenti; respiriamo anche quando il respiro si smorza, diviene sospiro e nella sua impercettibilità ci permette di essere in vita; sfioriamo fino ad afferrare, senza la pretesa di trattenere quel che desideriamo custodire, frutto anche delle nostre fatiche.

Ridiamo, sia nel senso di quella contagiosa felicità di cui l’umanità tanto urge, sia nel senso dell’essere capaci di ri-dare quotidianamente Senso/i alla Nostra Vita.