Ri-cordi…ri-accordi

L’avrete capito, le parole mi piacciono nella loro perfetta dimensione etimologica e creatrice. Non sto parlando della Parola che, per chi crede, ne è d’ esempio magistrale ma di quel registro comunicativo che ci permette di dare voce alla nostra interiorità.

Perché l’ essere umano è Persona e non “semplicemente” soggetto o individuo?!

Persona, dal latino per-sono ricorda un’antica maschera teatrale che si tipicizzava per il foro ed una forma metaforica in corrispondenza della cavità orale affinché il suono, la voce appunto, potesse essere opportunamente amplificata. Al tempo dei latini certo non c’erano gli amplificatori ma quanto appena esposto ci fa riflettere ed affermare che siamo persone fino a quando possiamo “dare voce” alla nostra interiorità.

“Ti prego dimmi cos’hai?!”. Abbiamo bisogno di essere in relazione, quando questo non avviene o, peggio ancora,arriva ad essere negato l’oscurità esistenziale si fa presente. Penso, in particolare, a quei momenti storici così bui da aver negato ad individui il potersi esprimere per obbedire alla volontà di uno o di pochi. Ascolto con il cuore le narrazioni di chi quei periodi storici li ha vissuti, di chi con resistenza e residenza li ha contrastati e combattuti affiché ci fosse questa libertà, una libertà oggi nuovamente e tristemente oggetto di trattativa.

Sembra strano essere giunti quasi alla conclusione di questo articolo senza giustificarne il titolo. “Ricordi com’era bello?!”,un’interrogativa esclamazione che richiama la nostalgia di qualche contributo fa.

Ricordi, etimologicamente: sei capace di riportare nel cuore ciò che aveva sfiorato quella tua dimensione così profondamente intima?!

Solo così ri-accorderemo la nostra esistenza con ciò di cui non possiamo stare senza!