RELAZIONE E RAPPORTO…SINONIMI?!

Entro in classe e chiedo in questo periodo di crescenti strumenti per la comunicazione quale sia il più storico e diffuso oltre che da tutti accessibile…

Alcuni subito mi dicono il telefonino, qualcun altro la voce, altri la mimica gestuale ma ci vuole un po’ di tempo perché qualcuno arrivi a dire: “Il Corpo!”.

Proprio così, la nostra fisicità ci mette in relazione prima di tutto con noi stessi e necessariamente con tutto ciò e con tutti quelli che ci circondano. C’è del detto anche e soprattutto in una presenza silenziosa ed inanimata, c’è del detto anche in quelle Presenze fisicamente impercettibili ma concretamente già esistenti in noi.

Abbandono la suddetta divagazione, incipit necessario a spiegare il titolo di questo contributo per sottolineare che essere in relazione significa compiere quell’enorme sforzo di produzione artistica di chi ha la Volontà più che la fortuna di incontrare e lasciarsi incontrare da Qualcuno/a che aiuti a scoprire l’altro/a di se stessi.

La provo a dire con tre parole contenute in “Relazione”. Re (di nuovo) Latus (lato) Agere (fare/agire): scoprire l’altro lato di sé. Oggi sembra più complesso vedere e stringere relazioni vere nel senso etimologico appena descritto, perché chi ha voglia di immergersi in quel profondo atto di intima scoperta che non è solo fisica/esteriore ma parte dalla dimensione interiore?!

Ecco spiegata allora la differenza con Rapporto, che prevede invece un elemento contrattuale, una sorta di mediazione tra le parti, un punto di incontro dove entrambi hanno rinunciato a qualcosa pur di andare l’uno verso l’altro.

Li riconosci subito quegli sguardi che sanno di Vita piena e vera, rispetto a quelli abituati al quotidiano e quasi incapaci e stanchi di mettersi alla ricerca di uno Straordinario che possa riempire le giornate anche di Bellezza.

“Troppo facile” spogliarsi davanti all’altro se a farlo e a restare scoperto è solo il corpo, molto più complesso trasporre tutto ciò a partire da ciò che si prova nel cuore (sede di quell’emozione che diviene Sentimento, che permane nel tempo) fino alla testa, al cervello (sede di una razionalità che ci porta alla dimensione narrativa).

Ci sono parole che nel gergo comune abbiamo “scalato”, come ad esempio lo sono i verbi delle Relazioni…Siamo passati dallo Stare, Essere, Vivere all’Avere, Fare, Dare.

Per questo l’immagine intesa come apparenza ha sostituito l’immaginazione, strumento importante per chi proiettandosi resta ancora e nonostante tutto capace, di sognare.