Mi scusi può ripetere?! Non ho sentito/capito!

Si fa dura la comunicazione ai tempi del COVID-19, difficile perché per certi versi privata dei sensi, o almeno di alcuni. Ci aiuta stare in contatto con gli altri non solo il codice verbale ma soprattutto quello non tale.

Pensiamo agli sguardi, talvolta utili a leggere tanto gli stati d’animo quanto i labiali o agli abbracci, alle carezze, alle strette di mano davanti ad un accordo o ad una pace raggiunta. Tutto vietato e l’imbarazzo oggi nell’ordinare qualche etto di affettato era tanto perché la commessa esausta non mi sentiva ed io mascherato mi sentivo, notevolmente limitato.

Si cadrebbe nel banale asserendo che questo periodo sicuramente può aiutare per imparare ad apprezzare (o a farlo davvero per la prima volta) le piccole cose ed i piccoli gesti e così provo ad aggiungere una lente, uno strumento che aiuti a guardare con po’ più di profondità.

La coda fuori da quel supermercato era già irreale, tutti (ho immaginato) dottori, infermieri o comunque appartenenti al personale sanitario che era come se fossero fuggiti dai loro siti operativi per andare a procacciare il fondamentale per sopravvivere.

Il pianeta terra ci ha imposto di abbandonare quell’operazione a cuore aperto per lui (il Pianeta) ma a mente chiusa per noi dove un’involutiva rapidità, alla quale facevo già riferimento in uno dei primi contributi, ci stava portando ad una schizofrenia esistenziale.

Fermati, esisti e resisti per rafforzare l’esistenza di Chi immobile ha comunque qualcosa da dirti mi pare siano i tre verbi che sintetizzano questo periodo, in tutti i sensi.

È così Cristo sulla croce, un’Esistenza Resistente fino alla fine, fermata in una maniera indesiderata e violenta che mette a nudo la brutalità dell’essere umano e la sconvolgente ed infinita Forza dell’Amore, cristiano.

Questo tempo, per riprendere il titolo di questo contributo, ci invita ad imparare a sentirci e a sentire, a non accontentarci di appurare come qualcuno stia e magari provare anche a capirci e a capirlo. Già, perché capire deriva dal latino capere che significa sì prendere ed afferrare ma anche raggiungere, ottenere, appropriarsi. Proviamo allora a declinare il verbo nel nostro quotidiano, per poter aver fatto di questo Tempo un Dono di Vita.