MARIA DI CLEOFA

Quest’anno il mese di aprile inizia con il Triduo pasquale, centro della fede cristiana e compimento della storia della salvezza.

Il 9 aprile ricordiamo una testimone di quei giorni. Giorni che hanno cambiato la nostra storia ma, soprattutto, hanno riconsegnato la speranza: la morte non ha più l’ultima parola!

È la vigilia di Pasqua. Poco distante dalle mura di Gerusalemme, su una collinetta, tre uomini sono stati crocifissi. Uno di loro ha suscitato sentimenti ed emozioni contrastanti: odio, sberleffi, sputi, bestemmie e, in alcuni, dolore, sofferenza e pianto: un Uomo che aveva fatto bene tutte le cose. Sotto la croce, insieme alla Madre, alcune donne piangono la morte imminente del Figlio di Dio.

Sono ciò che rimane dei discepoli che seguivano Gesù da quando, tre anni prima, tutto era iniziato in Galilea.

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Una di queste donne è Maria di Cleofa, conosciuta anche per la sua parentela con la SS. Vergine e con S. Giuseppe.

Maria di Cleofa, chiamata così dal nome del marito Clopa o Cleofa era la madre dei “fratelli del Signore”, termine semitico per indicare anche i cugini. Lo storico palestinese Egisippo racconta che Cleofa era fratello di S. Giuseppe e sua moglie diventava, quindi, la cognata di Maria.

In poche ore tutto si compie e Gesù, a differenza degli altri due crocifissi, viene deposto nel sepolcro di Giuseppe di Arimatea, membro del sinedrio, uomo buono e giusto, che non aveva aderito alla condanna di Gesù.

Il primo giorno della settimana, mentre il marito, col cuore appesantito, si allontanava da Gerusalemme, Maria di Cleofa, seguendo l’impulso del suo cuore, con alcune compagne, sta correndo alla tomba di Gesù per rendergli l’estremo omaggio con l’unzione rituale. Ma giunta al sepolcro trova la pietra rimossa e il corpo di Gesù sparito.

“Non è qui, è risorto”, annuncia un messaggero divino e Maria, sconvolta, correrà a portare la lieta notizia agli apostoli. All’altra Maria, Maddalena, Gesù apparirà in tutto il suo splendore di risorto.

MARIA DI CLEOFA SEPOLCRO

Gesù dà notizia della sua risurrezione proprio a quelle donne coraggiose che l’avevano seguito e amato fino alla fine sulla croce.

Il Signore non delude mai chi ama e ha fede in Lui, e premia la speranza.

In   questi giorni di pandemia, carichi di paura e scoraggiamento, chiediamo l’aiuto di questa santa, spesso dimenticata che, nella sua vita anonima e ordinaria, ha avuto fiducia nelle parole di Gesù, contro ogni speranza, e non è rimasta delusa.

Dio non abbandona chi ama e crede in Lui.