Lo scandalo di chi si dice religioso ma non pratica la Misericordia Mt 9,9-13

“Come è possibile che un rabbì, un maestro, un predicatore che dice di parlare a nome di Dio, pensi anche solo di avvicinarsi – figuriamoci di condividere la tavola – con dei pubblici peccatori, della gentaglia senza morale e senza possibilità di riscatto?” I farisei benpensanti che conoscono le Scritture, seguono ogni regola religiosa e recitano diligentemente ogni giorno le preghiere, si credono così a posto con la propria coscienza e con Dio da pensare di poter giudicare gli altri, ritenendosi migliori. “Andate a imparare cosa significa: Misericordia voglio e non sacrificio” risponde Gesù citando un passo del profeta Osea che i farisei conoscono molto bene – conoscono, ma non comprendono né mettono in pratica.

Osea – e con lui Gesù – non stanno dicendo che i riti religiosi non servono a nulla, ma stanno denunciando l’atteggiamento di chi prega con la bocca senza adeguare il cuore a quello che dice, svuotando totalmente il culto di significato.

Questa critica dovrebbe risuonare con violenza alle orecchie di quelle persone che si dicono cristiane, vanno a messa e rintontiscono Dio con le loro preghiere, non fanno peccati eclatanti e per questo si sentono a posto, dimenticando che vivere l’Evangelo è altro, dimenticando di cercare la giustizia nei rapporti sociali, dimenticando di vivere la misericordia verso l’assetato che bussa alla loro porta e non chiede altro che un po’ di umanità, verso chi ha sbagliato e ora implora perdono e possibilità di riscatto, verso l’ultimo, il diverso, l’escluso.

Scandaloso non è chi mangia con i peccatori come fa Gesù – non per approvarne la condotta, ma per offrire comprensione e perdono – ma chi si atteggia a “persona di preghiera” e poi semina odio e sputa sentenze. Scandaloso è chi crede il cristianesimo un valore da salvare di fronte all’invasione straniera, dimenticando che il cristianesimo autentico non costruisce muri e non chiude i porti al bisognoso. Scandaloso è chi bacia il crocifisso ed esulta di fronte a centinaia di innocenti che muoiono in mare, colpevoli solo di essere di un altro colore o religione e nati nel lato sfortunato del mondo.

Perché alla fine dei conti, ciò che avrà davvero valore di fronte a Dio sarà la misericordia che abbiamo avuto verso l’altro, qualunque altro.