IL MESE DI MARIA

Maggio è un mese da sempre dedicato a Maria.

Quest’anno però ha un significato particolare, perché il 1° maggio si è compiuto l’atto di affidamento dell’Italia alla protezione della Madre di Dio.

Per un numero incalcolabile di persone la fede sembra essere la cosa più sciocca che esista su questa terra e tanti ritengono che impedisca di vivere pienamente la vita. 

Penso che ognuno di noi, almeno una volta, si sia gettato nelle braccia della mamma perchè in difficoltà o senza via d’uscita e abbia trovato sollievo.

Negli ultimi decenni si è insinuato in alcuni l’idea che la troppa devozione a Maria possa essere dannosa, come se Maria potesse agire al di fuori di Dio e portarci lontano da Cristo; così la grande devozione del passato è stata, alcune volte, derisa.

Uno degli argomenti più usati contro Maria riportava le parole di Gesù: “Nessuno viene al Padre se non tramite me!”

Lo Spirito ci ha fatto comprendere che “la funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce l’unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia. Infatti, ogni salutare influsso della beata Vergine … sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di lui, da essa assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia” (LG 60/ CCC 970). Maria ci porta alla Chiesa e sempre a Gesù. Dove Maria è presente, giunge sempre nel mezzo anche suo Figlio, che compie gli stessi miracoli di 2000 anni fa.

San Giovanni Paolo II scriveva a proposito della consacrazione: “poiché Maria è la creatura che più di ogni altra assomiglia a Cristo, ne segue che, tra le varie forme di pietà, quella che più uniforma un’anima a Nostro Signore e la consacra, è la venerazione della sua Santa Madre. E maggiormente un’anima le è consacrata, tanto più è consacrata a Gesù  Cristo” (RVM 15). Affidarsi e consacrarsi a Maria significa mettere la propria vita nelle sue mani perché la presenti  Dio.

Dalla II Guerra Mondiale, mai l’uomo si era trovato in uno stato di così grande pericolo e insicurezza come oggi. Mai era stato così preoccupato e in uno stato di tale pena e bisogno; ma come tutti i tempi di crisi anche questo deve diventare, in primo luogo, un occasione da sfruttare.

Come noi, Maria non capiva sempre perché Dio permettesse che accadessero certe cose, ma conservava nel proprio cuore ciò che non comprendeva. Non discuteva, non dubitava e non si rassegnava, ma si fidava.

La stessa cosa succedeva a Giuseppe, che ricordiamo proprio all’inizio del mese.

GIUSEPPE

Il mese di maggio termina con la celebrazione della Pentecoste e in questo periodo noi abbiamo veramente bisogno di una grande effusione dello Spirito Santo per ripartire e creare un mondo nuovo, meno indifferente e meno aggressivo con chi è più debole e sta ai margini della vita.