Gratitudine e pace con la fragilità

Mentre parlavo con Secondina mi è tornato in mente il salmo 137.

“Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca”.

Non la vedevo da un mese e mezzo.  

“Ciao Secondina, come stai?”

“Sono ricca!”.

“Come, sei ricca?”

“Si, sono ricca, perché stamattina, mi sono alzata, mi sono vestita da sola, riesco a camminare, sono venuta a messa; dopo faccio la spesa, vado a casa e preparo il pranzo. Nessuno è più ricca di me!”

Ha 70 anni. Se l’è vista brutta! Una cattiva polmonite l’ha obbligata a restare a casa. Debilitata, è stata costretta a letto per alcune settimane.

Ha accettato la sfida. Si è affidata al Signore con semplici e brevi preghiere: ”Pensaci tu”. “Non è affare mio questo”. “Vieni Signore Gesù a stare con me durante questa malattia”. Si è consegnata completamente al Signore.

Lei è capace di vivere la piccola spiritualità quotidiana. Di continuo si è allenata a scoprire colori, dove meno te l’aspetti. Si lascia aprire gli occhi, e il cuore, dallo stupore, dal paesaggio, dall’acqua che scorre, dalla bellezza del creato…

E’ sempre fresca di fiducia verso qualcuno, e piena di speranza.

E’ riconoscente per tutto. Sempre alla ricerca di un motivo per dire grazie. Niente è scontato per lei. Vede tutto come se fosse la prima volta.

E come se fosse l’ultima. “Guarda quegli alberi come sono belli, quanta freschezza regalano! Quando passo di qua li contemplo come se fosse l’ultima volta, me li godo di più”.  

E’ bello ascoltarla. “Sono fortunata e non ho fatto niente per meritarla. Ho imparato a ringraziare, a raccontare il bello di cui sono capace”.

La gratitudine trasforma la sua vita.

Prima di scrivere queste righe ho voluto incontrare il marito.

Vincenzo l’adora, ma vuole farsi perdonare un grosso peccato: ”In campagna abbiamo lavorato troppo. Invogliavo anche lei a reggere il mio ritmo pesante. Se nascessi di nuovo lavorerei di meno per stare di più con lei e portarla in montagna in gita dove a lei piace andare”.

“Mi ha trasmesso la fede, credo nel Dio di Secondina. Quando nessuno ci poteva aiutare o consolare, Lui c’era. Ogni giorno ci ha parlato ed è vissuto con noi. Gli vogliamo bene. E’ un amico. E’ entrato nella nostra vita. Lo sentiamo presente come l’aria che respiriamo. Vorremmo conoscerlo di più, nel tempo che ci rimane prima di incontrarlo”.

Mentre prepara il caffé interviene Secondina: “Ogni persona, ogni contatto con la natura diventa una strada per migliorarci. Voglio restare viva, anche se sono un pò arrugginita. Vorrei essere me stessa, libera. Desidero trovare le cose che contano veramente, l’essenziale, il vero senso delle cose. Mi è rimasto poco tempo. Basta con le sciocchezze. Ogni mattino desidero mettermi in cammino. Cerco di fare pace con il dolore. Non sono più ingenua. La condizione umana, la natura di cui faccio parte,  non mi permette di vivere sempre in salute. L’avventura della vita, nonostante tutto, è bella. Vado avanti tranquilla, non sono sola, l’incontro con Lui ora é più vicino”.

Sono convinto che l’espressione “ Sono ricco” diventerà abituale del mio lessico quotidiano.