Gesù presente nel tempo della malattia

Cari amici, benvenuti al San Camillo. Oggi undici febbraio festeggiamo la Madonna con il titolo “Nostra Signora di Lourdes”. Ricorre la Giornata Mondiale del Malato. Siamo chiamati a mettere al centro della nostra attenzione le persone che soffrono.

Questo anno siamo invitati a meditare la Parola di Gesù: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e affaticati, e io vi darò ristoro”.

Consolati dal Giovane di Nazaret per essere poi noi stessi consolazione per gli altri.

La malattia è un evento esistenziale, quando ci colpisce da vicino cambia i nostri pensieri e gli stessi progetti di vita. Questo vale anche per i familiari che ci stanno accanto. E’ la condizione umana, un nostro limite.

Non basta curare la malattia. Curare, senza prendersi cura della persona, dei suoi sentimenti, paure e solitudine, significa mancare di rispetto. Viene meno l’esperienza di liberazione e di fraternità. Non è restituito un completo benessere alla persona.

Affidiamoci al Signore. Ci offre una sosta di ristoro in questo faticoso momento della vita. Impariamo da Lui ad accogliere con mitezza e con umiltà gli eventi, consapevoli dei limiti.

Gesù non si stanca di amarci e di incoraggiarci.

Come fa a consolarci? Manda me, manda te, manda ciascuno di noi. Ci chiama a rassicurare, ad incoraggiare e a servire chi ci sta accanto. A volte non è la malattia in sé che ci preoccupa, ma il sentirci soli e abbandonati. Chi vive il tempo della malattia ha bisogno di speranza e di serenità. Il Signore conosce tutte le nostre difficoltà.

Voi amici malati cercate di accogliere, di far pace con la sofferenza così da entrare in dialogo col vostro corpo, con voi stessi, con chi vi è accanto e con Dio.

La consolazione attinge all’Eucaristia e si concretizza anche con la presenza degli amici accanto a voi.

Tutti siamo chiamati a donare un po’ del nostro tempo ai malati. Anche solo per dire un ciao.

Esserci è un’azione molto preziosa. I malati si sentono capiti e riconosciuti. I loro occhi si riempiono di pace.

Nulla è piccolo se è fatto per amore.

Quando facciamo un piccolo gesto d’amore, siamo già nell’Infinito di Dio, perché Lui è amore. Entriamo nel territorio dell’amore che tutto spera, tutto crede, tutto sopporta, tutto pazienta.

Nei piccoli gesti si conosce la grandezza di una persona: un sorriso, una stretta di mano, uno sguardo accogliente, il servizio dell’ascolto, della consolazione e della gioia, sono regali preziosissimi.

Sono gesti terapeutici e donano benessere al corpo e all’anima, non solo a chi è malato, ma anche a chi offre questi doni.

La Vita piena è incontrare Gesù. Per chi l’ha incontrato nulla è più come prima. Ti accorgi che stai facendo esperienza del vino migliore come nel racconto delle nozze di Cana.

Lo stesso capita al malato che sta meglio quando é accompagnato, perché sente di non essere solo. Si sente liberato dalla prigionia della malattia.