Gesù commenta e vive la Parola di Dio Mc 12,35-37

In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

Mc 12,35-37

Gesù conosce molto bene le Scritture d’Israele, da buon ebreo è cresciuto alla scuola della Scrittura e ne ha fatto il pilastro portante per la sua esistenza e per il rapporto al Padre. Gesù si autocomprende e interpreta la sua missione alla luce della Parola di Dio. Il suo modo di commentare la Scrittura attira e affascina, la gente sostiene che lo faccia con un’autorevolezza unica, autorevolezza che deriva dal suo vivere realmente e completamente alla sequela della Parola. La Parola di Dio è innanzitutto via per una vita vera e piena: nel Vangelo di Marco Dio parla a Gesù soltanto due volte, dopo il battesimo e alla trasfigurazione, e sempre utilizzando versetti biblici. L’essere Messia di Gesù non è qualcosa di già dato e saputo da sempre, ma comporta un’intuizione e un lavoro di comprensione e consapevolezza non da poco, che Gesù compie proprio a partire dalle Scritture d’Israele. Il Messia è figlio di Davide perché realizzerà le promesse fatte da Dio a Davide e a tutto Israele, ma è anche Signore, Signore della vita di fronte a cui anche i re piegano le ginocchia. L’essere Messia di Gesù non corrisponde alle aspettative della gente, che avrebbero voluto un politico, un condottiero, un uomo di successo, ma corrisponde alle aspettative di Dio che Gesù impara studiando e meditando la sua Parola.

Per questo la Scrittura deve essere pane anche per noi, non possiamo comprendere Gesù se non conosciamo la Parola di Dio. Leggiamo, studiamo, ascoltiamo, meditiamo la Bibbia, e troveremo un tesoro nel campo, una perla di immenso valore, per cui vale la pena dedicare tempo e fatica perché saremo ripagati con una misura piena e traboccante di vita vera.