Festa di Maria SS. Madre di Dio

L’11 ottobre 431, durante il Concilio di Efeso, viene definita la verità di fede della “divina maternità di Maria”.

La festa è collocata il primo giorno di gennaio secondo l’antico suggerimento della liturgia dell’Urbe e così, a Roma, l’ottava di Natale viene celebrata come giorno commemorativo di Maria e del suo ruolo materno nell’Incarnazione. In un secondo tempo, sotto l’influsso della liturgia gallicana, l’ottava di Natale assume un carattere differente.

Nel 1931, nel XV Centenario del Concilio, papa Pio XI ne istituisce la festa liturgica per tutta la Chiesa, l’11 ottobre.

Il nuovo Calendario romano del 1969 ripristina la data antica, lasciando così cadere quella tardiva dell’11 ottobre e dando alla festività del 1° gennaio il nome significativo di “Solennità di Maria ss.ma Madre di Dio”.

Il primo giorno dell’anno è un giorno carico di ricorrenze.

È il giorno dell’ottava di Natale, prolungamento del 25 dicembre.

È il giorno della circoncisione di Gesù.

È il giorno in cui viene imposto il nome di “Gesù Salvatore”.

È il primo giorno dell’anno civile.

Ed è stato indicato da papa san Paolo VI come “giornata mondiale della pace”.

Ma perché su tutti questi motivi ricordiamo Maria Madre di Dio?

Maria è colei che “serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19).

Maria diventa madre credendo e fidandosi della divina volontà con una disponibilità e una cooperazione senza riserve.

I Padri dicevano giustamente che Maria concepì il Figlio prima nel suo cuore che nel suo corpo. Ed è proprio questo atteggiamento, di cosciente e vera fedeltà alla missione divina, che Gesù ricorderà alla donna che chiama beato il grembo che lo ha portato: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc 11,27-28). Costoro, agli occhi di Gesù, sono considerati madre, fratello e sorella.

La madre di Gesù è il prototipo della fede dei credenti, “che dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza” (Lc 8,15).

Qual è allora l’insegnamento che possiamo trarre da Maria il primo giorno dell’anno?

Se torniamo alle prime pagine di Luca, assistiamo all’annuncio dell’angelo a Zaccaria e la sua risposta sarà: “Come potrò mai conoscere questo?” (Lc 1,18).

Sei mesi dopo l’angelo viene mandato a Maria per annunciare la nascita di Gesù e lei risponderà: “Come avverrà questo?” (Lc 1,34).

Sono due annunci di nascita a cui seguono due domande.

Ma la reazione dell’angelo è molto differente.

Dura verso Zaccaria, molto accogliente verso Maria.

Perché?

L’angelo dirà a Zaccaria: “Non hai creduto alle mie parole” (Lc 1,20).

Elisabetta invece saluterà Maria dicendo: “Beata colei che ha creduto” (Lc 1,45).

Sembravano risposte simili; dov’è la differenza?

Zaccaria chiede di conoscere, di capire prima, Maria invece accetta e domanda come avverrà.

La fede non passa per il cervello, passa per lo spirito. La razionalità è importantissima, ma l’uomo non può capire tutto. La nostra possibilità di conoscenza è limitata.

Qualche secolo più tardi Agostino scriverà: credo per capire e solo dopo capirò per credere di più.

Maria ci invita a fidarsi di suo Figlio anche se non comprendiamo subito tutto. Avverrà dopo!

Forse per questo è inserita all’inizio dell’anno, per indicare la via più breve verso Gesù.