Discernere: sapere/conoscere per scegliere!

Ci sono delle situazioni, succedono dei momenti in cui l’ordinario o meglio l’abitudinario viene “stravolto” dall’inatteso. Si può essere convinti di vivere il miglior periodo che si desideri, con al proprio fianco “persone ideali” ma qualcosa o qualcuno irrompe come per destabilizzare e mettere alla prova il quotidiano.

Sono occasioni da vivere, intendere ed interpretare in quanto tali, anche se bisognerà essere esposti e disposti alle intemperie della profondità esistenziale, bisognerà sapere Vivere.

Capita spesso di dover scegliere senza essere passati obbligatoriamente dalla conoscenza e ci si autogiustifica asserendo che l’attività conoscitiva può seguire quella della Scelta!

Come orienti però il tuo agire?! Lo orienti?!

Dal primo giorno di scuola ho sempre inteso e definito le classi scolastiche come infiniti spezzoni di esistenze, davanti alle quali la pretesa della semplice cultura trasmissiva in senso orizzontale e/o verticale andava sostituita con una profondità, che interrogasse ciascuno in quanto individuo vocato a fare qualcosa di grande di sé, a partire dalla ordinaria quotidianità.

La santità, i santi ritengo siano stati la prova esemplare di come si possa rendere Straordinario l’ordinario facendo in modo che l’esperienza altro non sia che quello che si verifica quando realizzi ciò che non ti aspettavi.

I giovani e non solo, sono continuamente alla ricerca delle suddette esperienze, ma quanto è bello scoprirsi più che sperimentarsi e riprendere quanto Guido Gozzano diceva in uno dei suoi componimenti, intitolato La signorina Felicita ovvero la Felicità: “Ciò che fingo di essere e però non sono”.

Per essere felici sarà forse necessario abitare il Mistero e nello stesso scoprirne una infinita Bellezza?!