Diritti e… Dov’eri?!

Quando si opera in ambito educativo, uno dei temi di maggiore difficoltà è la comprensione dell’affascinante Arte alla quale si è vocati: “tirare fuori ciò che di buono c’è in ciascuno”.

Spesso si sente parlare di urgenza/emergenza educativa e ciò che ci circonda non fa che rafforzare la questione. Forte è la rivendicazione ad una libertà emancipata con figure educative che si mettono in discussione fino a sentirsi destabilizzati.

Chi e che cosa mantiene “diritta la schiena” davanti ad un minore in divenire, quali valori riempiono di significato e limitano i veri voleri?! Sono entrato in una classe qualche giorno fa e volendo dare seguito ad un dibattito attorno al tema della libertà intesa come la possibilità di essere pienamente se stessi, ho chiesto loro di provare a rappresentare insieme l’andamento della loro libertà/felicità orientando lo stesso con una bussola valoriale.

Asse x per segnare tacca dopo tacca ogni anno di vita vissuta, asse y per creare intervalli di percentuale da zero a cento. Qualche minuto per compiere un viaggio a ritroso e calibrare quell’anno di vita vissuto con l’oggettiva percentuale di Libertà/Felicità corrispondente.

Linee orizzontali, zig zag , tratti altalenanti, sorte di elettrocardiogrammi, insomma diversi modi di procedere, di vivere il Tempo per riprendere l’articolo precedente.

Anche il Tempo va per orientato ed allora la bussola che preannunciavo poco prima andava così immaginata…

Quale valore senti tuo e ti caratterizza distinguendoti?

Segnalo a sud!

Quali valori ti affiancano prima durante e dopo il tuo agire? Segnali ad ovest e ad est!

Verso quale valore ideale tendi? Segnalo a nord!

Bussole ad una sola direzione, alcune a due, altre perse o da orientare per la prima volta, probabilmente da ri-orientare.

Colgo con piacere i “grazie” detti con occhi che si fanno sguardi silenti ma sufficientemente eloquenti rispetto al tema importanti:” Vita interiore”.

Richiedo e chiedo Dov’eri in mezzo a quei doveri che hanno fatto perdere l’entusiasmo riversandolo in una monotona routine. Esattamente, entusiasmo (etimologicamente en Teos) letteralmente in Dio ed allora… diritti, verso la Meta!

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