Avven(imen)to!

Provo sempre a spiegarlo così, un messaggio mandato da Dio a tutta l’umanità, una scrittura intuitiva che interpreta e tramuta in AVVENTO il termine AVVENIMENTO.

Bisogna prepararsi, saper attendere, lasciarsi guidare o meglio affidarsi. Tre movimenti che sempre più trascuriamo e minimizziamo perché il “tutto subito” irrompe in maniera potentissima quasi da diventare “tutto subìto”. Pre-parare significa infatti essere disposti ad accogliere, a seminare oltre che a lasciare spazio all’Inatteso/Imprevedibile.

Ammiro sempre con stupore l’esemplarità dei tre Re Magi: hanno tutto eppure sanno ancora desiderare. De-sidera, in assenza di una Stella, quella che illumina e guida. Si affidano alla stessa e si mettono in cammino portando con sé ciò che hanno di più prezioso e che ha permesso loro di vivere.

Dopo la fatica, la strada che diventa meta ci ricorda, passo dopo passo, quanto sia fondamentale uscire da noi stessi e dal nostro procedere rituale ed abituale per sapere guardarsi.

Torno ancora sulla riflessione come atto necessario non a ripiegarsi su se stessi coma farebbe una pianta morente quanto piuttosto a riportare lo sguardo e l’attenzione a ciò che illumina.

Concludo con un’esemplificazione nella speranza di palesare quanto teorizzato fino a questo punto.

Ero intento a trasmettere ad un gruppo di studenti la Bellezza del Volontariato facendogliene fare un’esperienza pratica ma al termine della stessa mi sono fermato a parlare a lungo con un ragazzo che, dall’alto del suo essere il tipico “giovane medio” dei nostri tempi, mi ha confidato il suo profondo male-stare pur avendo e potendo tutto.

Parole d’incoraggiamento, disponibilità, confidenze e poi l’arido vero: «Non pensavo fosse “più facile” aiutare chi non ha proprio nulla rispetto a chi pur potendo tutto sprofonda nella solitudine dell’essere, dell’esserci, del potersi sentire Desiderato, Atteso, Amato!».