Attesa o Ri-Nascita?!

Credo che questo Virus ci abbia aiutato a coscientizzare meglio il Mistero Pasquale. Se ne fossimo stati ben disposti avremmo avuto modo di percepire come e quanto ci renda fobici e paralizzati la Paura, di Vivere come di Morire.

Possiamo trovarci in quella condizione di BeneStare legata ad una superficialità materiale ma ciò che ci manca tremendamente sono gli sguardi, gli abbracci, tutto ciò che trasforma il respiro in sospiro. Manca l’Aria, perché il BeneStare non è il BenEssere. Le mascherine, l’ansia provocata da quel distacco dalla nostra abituale routine sono strumenti ed indicatori che ci fanno soffermare sullo scontato e mai (ap)prezzato.

L’altro giorno con una classe, durante una lezione via web, si rifletteva su come ciò che di più piccolo ed impercettibile, un Virus per l’appunto, sia stato in grado di paralizzare l’intero Universo, l’Umanità. Non possiamo solo concentraci nel dettare nuovi modelli di economia o di politica, urge una riflessione anche intorno al vivere etico. Il giorno di Pasquetta, il Lunedì dell’Angelo per la precisione, nell’averlo vissuto al pari del giorno di Pasqua in un’assordante solitudine ho scritto una semplice riflessione che di seguito desidero condividere tramite una breve storiella così intitolata: “Storia di #Tanto ed #Intanto”.

Mentre in questo #tempopandemico, c’è chi avrà egoisticamente tentato e realizzato la classica Pasquetta mangereccia in compagnia asserendo: “#Tanto tutto non passerà certo prima se fossimo rimasti a casa proprio noi!”, #Intanto c’è chi l’ha vissuta sobriamente e solamente o magari esemplarmente, impegnati in corsie di ospedali a contrastare questo Male Bestiale.

Mentre là fuori aumentano TuttoLogi, Terrapiattisti, Economisti da fakenews, Politicanti da FantaPolitica, Esperti di Metafisica che si sentono #Tanto, #Intanto c’è chi studia e fa ricerca nel silenzio.

Mentre per i più questo periodo è Tempo di attesa #Tanto “Ha da passà ‘a nuttata”, #Intanto c’è chi sta cercando di sintonizzarlo con il vivere spirituale facendolo diventare occasione di ri-nascita.

Mentre ci affanniamo #Tanto per affermarci affannati alla ricerca di quello che non siamo, #Intanto penso alla Cultura con la C maiuscola, quella greca, a quel mio Dizionario che mi ricorda: “È bello doppo il morire, vivere ancora”.

Ho provato ad affidarmi anch’io ad un genere narrativo alquanto fantasioso per come la letteratura ci insegna, il rivolgersi direttamente al genere umano potrebbe destare sensibilità che accecherebbero la possibilità di coglierne la piena morale. Intanto però, per richiamare uno dei termini portanti della narrazione presentata, questa è stata la prima (e spero l’unica ed ultima) Pasqua vissuta in totale solitudine e l’ho sentita, la solitudine.

Solus et solidus, entrambi i termini nella radice del suddetto termine ripetuto.

Solo e Solido/Duro: la “e” può essere intesa come congiunzione tra due aggettivi che paiono consecutivi. Chi sa essere/stare solo potrebbe avere, tra le sue caratteristiche, anche quella dell’inamovibile solidità (a partire da se stesso).

Solo è Solido/Resistente: la “#è” diviene copula, verbo che ci dice che colui che sa essere/stare solo è diventato anche particolarmente Resistente, impermeabile.

Poi stai solo e la solitudine ti fa a pezzi, distrugge ogni tua apparente solidità e ti scopri moltitudine. Torni ai tuoi pensieri di partenza e ti correggi…

Vada per il Natale con i Tuoi ma questa è la Pasqua del…Che vuoi!?

Ci interroga e/o ce lo esclama l’esteriorità portandoci ad una riflessione a partire dalla Nostra interiorità.

Altro che noia stare a casa, mai viaggio fu più lungo, ostico ed affascinante…